Racconti di viaggio – Nature Tales

Luoghi dove la Natura è Regina indiscussa della Magia

Patagonia

Perito Moreno

Il Gigante di Ghiaccio

Siamo in Patagonia, Terra dove anche gli alberi hanno gli occhi.

Spira un vento le cui urla somigliano al suono delle onde nel mare in tempesta, donando respiro alle rade fronde.

E ciò che noi definiamo inanimato si rivela molto più vivo di noi.

Gli alberi, la Terra, i ghiacci, incutono soggezione: sembra di dover chiedere il permesso per camminare, quasi persino un flebile passo possa turbare l’equilibrio di una natura così intatta.

Il Perito Moreno è la terza risorsa di acqua dolce sul nostro Pianeta.

Maestoso, si erge per 170 metri, di cui emersi soltanto 70, ed è lungo più di 30 km.

Provate a pensare alla magia di un gigante di ghiaccio, di cui vediamo soltanto il capo, immerso nell’acqua gelida e blu.

Si, blu, perchè più il ghiaccio è compatto, più, per effetto della rifrazione della luce, noi lo percepiamo talmente intenso da diventare talora persino fluorescente.

Il Glaciar Perito Moreno ci parla, come gli alberi, e come la terra. 

Ci dice che lui sta incedendo, ogni giorno, 2 metri alla volta, inesorabilmente, ignorando la presenza umana.

Avanzando lascia indietro quanto lo frena, originando dei boati immensi.

Quando è generoso, ci concede di vedere come si scrolla di dosso il “di più”, fa cadere qualche frammento frontale, offrendolo alla nostra miope vista.

L’uomo si emoziona, e prova timore.

Forse intuisce di essere soltanto un granellino immensamente piccolo nell’Universo.

Non gli resta che accettare di essere parte del fluire di un tutto, e di non poter dominare ogni cosa.

Mauritius

Chamarel, La Terra dei sette colori

7 Colori sul pianeta Terra

Nel 2014 sono stata a Mauritius, dove esiste un luogo dalle caratteristiche impressionanti.

La distesa di Chamarel, conosciuta anche come “Terra dei sette colori”.

E’ un fenomeno unico nel suo genere. 

Incontriamo 7500 mq di sabbia, di colore rosso, marrone, viola, verde, blu, porpora e giallo.

La lava, dapprima solidificata, e poi erosa in ere geologiche differenti regala al terreno una tale varietà di sfumature.

Questo luogo sembra vivere di vita propria e sembra essere autorevole nei confronti degli altri fenomeni naturali.

L’erba, neppure sotto forma di esile filo, ha provato a ricrescere, quasi a non voler coprire questo incanto.

Ma neppure le piogge torrenziali tipiche delle isole dell’Oceano Indiano piegano questa distesa di sabbia.

Ed è così che proprio l’elemento che a noi sembra più effimero (in questo la sabbia viene superata forse solo dal vento) diventa il più resistente e tenace.

Hawaii

Mauna Kea e Mauna Loa

La Montagna Incantata

No, non stiamo parlando del romanzo di Thomas Mann, ma di come esista un luogo nel mondo dove è possibile arrivare da 0 a 4200 mt. slm in un’ora di automobile.

Accade su Big Island, altrimenti detta Isola di Hawaii.

Sul Mauna Kea, vulcano oggi spento, progenitore del popolo Hawaiiano nell’autoctono canto della Creazione, è sito uno dei migliori osservatori astronomici del mondo.

Il distretto scientifico è in una tale oasi naturale, che i turisti sono obbligati a scendere con le auto al massimo entro mezz’ora dal tramonto, pena multe salatissime, proprio per evitare che disturbino i telescopi con luci artificiali. 

Lassù si vede uno dei tramonti classificati tra i più belli. In giornate particolarmente limpide si riesce a vedere persino l’Oceano.

Riuscite a immaginare di vedere il mare dalla vetta del Monte Bianco?

Se non vi è bastata la suggestione di essere in cima a questo Monte, abbracciati dal gelo, rimirando la stessa acqua nella quale un paio d’ore prima vi eravate tuffati a 30°C, guardate dietro la piega del pendio, dove vi conduce il sentiero.

Cosa c’è all’orizzonte? Cos’è quell’immagine bluastra?

A 4000 metri la luce e l’atmosfera creano meravigliose illusioni ottiche.

E così quello che vedete sullo sfondo non è un altro monte, ma è il riflesso di quello in primo piano.

E a sua volta il riflesso funge da prisma e proietta raggi di luce nello spazio.

Meno male che avevo la macchina fotografica, altrimenti, se ve lo avessi raccontato senza supporto visivo, avreste pensato che fosse un’allucinazione!

Lapponia

Aurora Boreale

La Signora che danza vestita di organza.

Da ragazzina sognavo di viaggiare, attraversare lande desolate, dove fosse pressoché assente la presenza dell’uomo, per vedere quelli che io chiamavo i confini del Mondo.

Uno dei fenomeni naturali che non mi sarei voluta perdere? L’aurora boreale.

L’Aurora è un fenomeno generato dal vento solare (protoni ed elettroni) che, interagendo con la ionosfera terrestre ne eccita gli atomi, e forma luci di varia lunghezza d’onda.

Le condizioni per avvistarla sono: totale assenza di illuminazione artificiale, cielo completamente limpido, notte fonda, presenza di attività aurorale (si generano con una media di 90 notti a inverno, 1 o 2 a settimana insomma).

I picchi si verificano in prossimità della fine di un ciclo solare (ogni 11 anni).

Non semplice insomma.

Ho alloggiato quindi in uno chalet in mezzo a un bosco, a 200 km sopra il circolo polare.

Ebbene, dopo 5 giorni di assenza, proprio la sera del mio compleanno, il 19 gennaio 2013, la Signora in Verde mi ha regalato un’apparizione.

Io ero già in pigiama nel letto, rassegnata ormai a non incontrarla nemmeno questa volta.

Appena ho intuito che stava uscendo dall’oscurità mi sono infilata la tuta termica e sono balzata fuori in meno di mezzo minuto.

Credo sia stata l’emozione più forte che avessi mai provato fino a quel momento.

Non sentivo neppure il freddo, glaciale, letteralmente.

Non esiste una fotografia che le renda giustizia, non un video che possa descrivere quello che si vede.

Una danza elegante, continua, un silenzio assordante, quasi ti sembra di sentire dei sibili.

Ho provato una sensazione di riverenza e quasi di timore.

In effetti mi chiedo cosa potessero pensare le popolazioni antiche che vivevano in quei luoghi.

Una delle leggende nate per spiegare questo fenomeno che più mi affascina è quella della volpe magica. 

Una volpe, in ritardo per il raduno annuale, correva, ma, affaticata, a un certo punto, ha abbassato la coda, spazzando la neve.

Lo scintillio della polvere di neve è giunto fino in cielo, creando l’effetto dell’Aurora.

In Finlandese infatti viene anche chiamato “Revontulet”, letteralmente: i fuochi della Volpe.

La magia più emozionante che collego all’Aurora è il fatto che, impattando sull’atmosfera, si espande insieme ad essa, e quindi disegna il confine della Terra.

E’ come se, guardando in alto, laddove di solito si vede l’infinito, si disegnasse una cupola, il “confine” della Terra.

Credo che realizzare questo sia magnifico e disarmante allo stesso tempo.

Non ho mai provato un’emozione più forte.

L’unica che l’ha superata è stata vedere il mio bimbo, quando me l’hanno messo vicino, appena nato.

Credo questo possa dire molto di quanto può restituire questa esperienza.

Ve la consiglio.

Tutto quello che vedrete dopo non avrà più la stessa intensità.

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